Volo a Vela - Origini
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Le origini del Volo a Vela
Il tedesco Otto Lillienthal è universalmente riconosciuto come il padre del Volo a Vela. Nel 1891, era stato il primo uomo a volare con un oggetto più pesante dell’aria, il cosiddetto Derwitzer Glider. Fu però il trattato di Versailles del 1919 che, impedendo ai giovani tedeschi di dedicarsi al volo con aerei a motore, spinse a cercare nel Volo a Vela sane emozioni altrimenti precluse. In Italia, nel marzo, del 1904, a Milano, nacque la SAI (Società Aeronautica Italiana). A Parigi, il 12 ottobre 1905, si costituì la FAI (Federazione Aeronautica Internazionale), mentre nel 1936, il Volo a Vela entrò a far parte dei Giochi Olimpici e ancora prima a Milano (1908) vennero fondati la SIA (Società Italiana di Aviazione) mentre a Roma, il Club Aviatori. Fu però per merito di Da Zara che venne fondato l’Aereo Club d’Italia e la data ufficiale è fatta risalire al 22 novembre 1911. L’Aereo Club d’Italia unificò l’esercizio del potere sportivo aereonautico nazionale, diventando conseguentemente il rappresentante ufficiale dell’Italia in ambito FAI. Sulle pendici di Sisemoi dell’altopiano di Asiago, Segrè e Cattaneo, con il loro Goliardia e Feo Paglierini, furono i primi piloti italiani a eseguire le prime evoluzioni in aria senza motore. A Torino nel 1948 venne inoltre organizzata, sull’aeroporto dell’Aeritalia, la seconda settimana del volo a vela torinese (antesignana dell’ormai tradizionale “Trofeo città di Torino).
- Sport non olimpico individuale, maschile e femminile
Vedere anche
- Regolamento : Volo a Vela
Fonti
- "Lo Sport, tra cultura e agonismo" di Daniele Masala - Soc. Ed. Universo - 2016