Zola Gianfranco
IMMAGINI
Carriera Gianfranco Zola nasce a Oliena, un piccolo comune in provincia di Nuoro, in Sardegna, il 5 luglio 1966. Incomincia a tirare i suoi primi calci al pallone nel Corrasi, squadra del paese dove il padre per un breve periodo è stato presidente. Nel 1984 passa alla Nuorese (squadra Sarda) con il ruolo di mezzapunta e si profila un futuro professionistico. Dopo 2 anni si trasferisce a Sassari per giocare con la Torres. In questa squadra disputa un campionato di serie C1 e due di serie C2 tutti da protagonista che lo portarono a vincere il campionato di serie C2 nel 1987 con 8 gol in 30 partite. Nell’anno 1988-1989 contribuì a portare la Torres a -3 dalla promozione in serie B. Scartato dal Cagliari per via del suo fisico minuto riesce ad approdare in Serie A nel Napoli delle meraviglie per 2 miliardi di lire grazie a Luciano Moggi presidente dell’epoca che lo avevo notato ai tempi della Torres. Zola nel Napoli ricopriva lo stesso ruolo di Diego Maradona e diventa una responsabilità scomoda perché chiamato solo in caso di necessità a sostituirlo. Ciononostante strinse una grande amicizia con lui, che riuscì a farlo integrare con il resto della squadra. Con questo club esordì nel 1989 anno in cui il Napoli vinse lo scudetto, dove anche essendo una riserva contribuì alla vittoria segnando due gol. Pian piano, la figura e le doti di Zola emergono facendo notare un grande coraggio, una grande rapidità e una grande iniziativa in campo, tanto da stupire lo stesso Maradona che prima di lasciare il Napoli gli affida la maglia numero 10 riconoscendo in lui un degno erede. Zola dopo 4 anni al Napoli dove segnò 32 gol in 105 partite passò al Parma per 13 miliardi di lire. Questo trasferimento non fu molto accolto dai tifosi partenopei che lo accusarono di tradimento. Zola rispose di essere stato costretto al trasferimento per permettere al Napoli di fare cassa date le difficoltà finanziarie. Con il Parma Zola gioca due brillanti stagioni e in queste due stagioni raggiunge la finale di Coppa delle Coppe, persa contro l'Arsenal e l’anno successivo la Coppa Uefa vincendola contro la Juventus. Con il Parma arrivò anche secondo in campionato. Queste fantastiche prestazioni da parte di Zola lo classificano al sesto posto del Pallone d'Oro nel 1995. Le difficoltà col Parma iniziarono con l'acquisto del fuoriclasse Stoichkov, che gli fece trovare poco spazio in campo. Le difficoltà aumentano anche con l'arrivo di Carlo Ancelotti dove si trova a dover impiegare il ruolo di fascia sinistra di centrocampo lasciando l'attacco a Crespo e Chiesa. Stufo del ruolo affidatogli da Ancelotti decise di lasciare il Parma per volare a Londra al Chelsea per 12.5 miliardi di lire. Con la squadra Britannica disputa due ottimi campionati vincendo la coppa d'Inghilterra, la coppa di lega Inglese e la Coppa delle Coppe. Zola riuscì subito a conquistare i tifosi blues che lo soprannominavano “Magic Box” (scatola magica) per le giocate che riusciva a tirar fuori nei momenti più impensati e nei modi più incredibili. Oltre al suo grande talento, fu anche la sua immagine e il suo carattere a motivare la nomina di membro dell'impero Britannico conferito dalla regina Elisabetta grazie ai suoi 5 anni al Chelsea. Fu anche nominato miglior giocatore della storia del Chelsea dai tifosi. Dopo questi anni fantastici torna in patria per terminare la carriera con il Cagliari (club che all'epoca lo aveva rifiutato per via del suo fisico minuto). Nel Cagliari Zola contribuì alla promozione in Serie A. Il suo ultimo incontro ufficiale fu il 29 maggio 2005 contro la Juventus dove segnò due reti. Al termine del campionato fu premiato con il pallone d'argento per via della sua correttezza in campo. Zola terminò la carriera a 39 anni, di cui 16 passati da giocatore con 826 partite giocate e 247 reti.
Nazionale
In nazionale Zola esordì a 25 anni nel 1991 nella partita Italia-Norvegia valida per le qualificazioni all’Europeo. Fu poi convocato nel 1994 al campionato del mondo dove debuttò nella partita contro la Nigeria entrando nel secondo tempo ma giocando solo 12 minuti venendo poi espulso per via di un errore arbitrale. Questa espulsione fu molto ingiusta per Zola anche perché era conosciuto per il suo comportamento molto corretto. Questa fu la prima di molte delusioni con gli azzurri, infatti agli Europei del 1996 Zola fallì un rigore decisivo per il passaggio del turno contro la Germania. Nonostante l’errore venne confermato nel gruppo azzurro da Cesare Maldini e il 12 febbraio 1997 segnò il gol decisivo contro l'Inghilterra in un incontro valido per le qualificazioni al campionato del mondo 1998: per l'occasione venne proclamato “uomo del match”. Tuttavia nonostante il premio come miglior giocatore dell'anno inglese nel 1997 non fu convocato per il mondiale, perché ebbe la meglio Roberto Baggio e per lui fu un duro colpo.
Dopo il ritiro
Dopo il ritiro Zola diventa consulente tecnico nel 2006 degli azzurrini allenati dal suo ex compagno di squadra ai tempi del Chelsea Pierluigi Casiraghi. Con gli azzurrini contribuisce alla loro crescita tecnica e vince il torneo di Tolone nel 2008 a Torino. Nello stesso anno lascia l’Italia per ritornare a Londra come allenatore del West Ham dove viene esonerato dopo 2 stagioni deludenti. Nel 2012 firma un biennale con il Watford allora nella seconda divisione Inglese contribuendo a portarlo in finale playoff persa poi contro il Crystal Palace. Nel 2013 dopo 5 sconfitte di fila rassegna le dimissioni. Nel 2014 ritorna nel Cagliari ma come allenatore dove però viene esonerato l’anno successivo con la squadra al terzultimo posto in classifica. Dopo aver passato 2 anni al Birmingham torna al Chelsea come vice di Maurizio Sarri nel 2018 dove vince l’Europa League. Nel 2021 diventa opinionista delle gare di Champions League.