Adinolfi Domenico

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IMMAGINI

Domenico Adinolfi (Ceccano, 20 giugno 1946) il più guascone, bizzarro ed inquieto personaggio della boxe italiana.

Carriera


Domenico Adinolfi nasce da una famiglia molto numerosa e di umili origini e per questo decide di avvicinarsi al pugilato per necessità economiche e per passione.
La sua carriera è divisa in due fasi:
la prima è caratterizzata da vittorie esaltanti e momenti di delusione. All’ inizio degli anni ’70 fu campione italiano nella categoria dei medio massimi dopo appena 9 match battendo per KO Rinaldi,un grande della boxe italiana. A Campione il 4 dicembre del ’74 riesce a mettere KO, dopo solo 2 minuti della prima ripresa Karl Heinz Klein,conquistando il titolo europeo dei pesi massimi.
“Klein mi ha raggiunto due sole volte, una al viso, con un sinistro, l’ altra al corpo con un montante destro. Il colpo mi ha fatto male, cosicchè mi sono detto:.
"a Domè, stringi gli sportelli. Poi ho notato che Klein aveva la tendenza ad attaccare quasi frontalmente esponendosi ai diretti. Ho messo a segno diversi sinistri , poi ho provato a far partire il destro ed è arrivato…Klein mi è parso solo un buon dilettante”, così Adinolfi racconta il combattimento..
Difende il titolo europeo per tre volte in due anni. A Wieze nel ’75 sconfigge Dekerpel Perkot in undici riprese, a Torino nell ottobre dello stesso anno supera Lubberts, mettendolo KO in sole due riprese e a Roma nel maggio del ’76 batte Kakolewicz per KO in 8 riprese. E’ solo a causa di uno scandalo a Belgrado che perde il titolo: l’ arbitro gallese Brimmel, pavido e condizionato dall’ infernale atmosfera dello stadio jugoslavo, ruba il titolo ad Adinolfi, inventando un KO assai discusso, decretando Parlov nuovo campione. Demotivato dall’ ingiustizia subita e sospettato erroneamente per l’ attentato a Piero Pini, non trova più match da fare e tenta numerosi mestieri lasciando l’ Italia per cercare fortuna in Canada e in Belgio..
E’ dopo il ritorno in Italia che comincia la seconda fase della sua carriera. Ha 34 anni, si riaffilia alla Federazione pugilistica italiana e ritrova la motivazione che lo riporta sul ring. Riconquista il titolo italiano dei massimi nell’ agosto del 1980 a Norcia demolendo Giovanni De Luca in 12 riprese e difende la corona nei successivi tre match.

Incontri disputati


61 incontri disputati:

  • 51 vinti
  • 9 persi
  • 3 pareggiati
  • un no contest.

Dopo il ritiro


Pugile spigoloso, senza peli sulla lingua, ha ricevuto dalla boxe sicuramente meno di quanto avrebbe meritato. Molto è dipeso dal suo carattere difficile, che l’ ha portato in competizione anche con i vertici della Federazione pugilistica. Oggi è un dipendente del comune di Ceccano, ma l’ amore per la boxe è ancora intatto; di recente ha aperto una palestra nella propria città dove spera di trovare qualche giovane in grado di ripercorrere le sue stesse orme.

Curiosità


Un curioso aneddoto: Adinolfi ha sempre avuto una profonda antipatia nei confronti dei rivali tedeschi a causa di un episodio precedente la sua nascita. Nel ’43 nel suo paese infuriava la guerra; mamma Adinolfi, che a quei tempi aveva nove figli, un giorno fece un affare acquistando a buon prezzo un maialino. Per qualche settimana la famiglia del pugile dovette fare numerose rinunce per permettere all’ animale di ingrassare e per potervi preparare una buona porchetta. Un giorno, però, passarono i tedeschi e si presero la bestia. Da quella volta mamma Adinolfi, prima della partenza del pugile per un incontro in Germania, gli ha sempre raccomandato:
“Figlio mio, ricordati che il tuo avversario può essere un parente di quello che mi fregò il maiale”.
Fatto sta che da dilettante Adinolfi è andato ventuno volte a combattere in Germania, vincendo 20 incontri e pareggiandone 1.

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