Atzori Fernando

Da Wikisport.
Jump to navigation Jump to search

IMMAGINI

Fernando Atzori (Ales, 1 giugno 1942) è un ex pugile italiano.

Carriera


Fernando Atzori da giovanissimo si trasferisce a Firenze dove si avvicina al pugilato frequentando l’Accademia pugilistica fiorentina. La sua carriera dilettantistica inizia in maniera esaltante, nel 1963 è campione dei pesi Mosca a Pesaro, vince una medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo a Napoli e diventa campione del mondo Militari a Francoforte. L’anno successivo vince il titolo italiano e il mondiale Militari a Tunisi, ma soprattutto conquista la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo.
Nel torneo olimpico Supera i primi tre turni, la semifinale e la finale ai punti, battendo avversari come lo statunitense Bob Carmody e il polacco Artur Olech. Tra i dilettanti disputa 43 incontri ottenendo 37 vittorie.
Passando al pugilato professionistico viene designato come l’erede di Salvatore Burruni, pugile anch’egli sardo e proveniente dai pesi mosca. Caratterizzato da mancanza di potenza ma con scatto fulmineo, velocità e colpo d’occhio giunge imbattuto dopo quattordici combattimenti a combattere per la cintura europea contro un antico avversario di Burruni, il francese René Libeer, l'incontro, con in palio il titolo si tiene il 25 gennaio 1967 al Villerbaun Stadium di Lione. Il match è duro ed equilibrato e viene deciso in un richiamo ufficiale nei confronti del francese che va a favore di Atzori il quale vince ai punti conquistando così il titolo Europeo di pesi mosca. Successivamente Fernando costretto alla rivincita la quale si tiene il 2 agosto a Levico Terme, lo scontro finisce in parità e gli permette di conservare il suo titolo. Il 15 dicembre dello stesso anno difende il titolo contro lo svizzero Fritz Chervet, e lo sconfigge nella sua tana a Berna per KO alla quattordicesima ripresa. A questo punto decide di iniziare a combattere anche oltre oceano ma il 28 gennaio 1968 a Città del Messico riceve la sua prima sconfitta dal messicano Octavio Gomez per KO alla quarta ripresa. Ritorna così a combattere per il titolo Europeo battendo lo scozzese John McCluskey e il campione italiano Franco Sperati. I successi in campo Europeo lo stimolano a cercare notorietà in tutto il mondo, ma viene ridimensionato dal filippino Bernabe Villacampo che il 18 gennaio del ’69 lo sconfigge alla settima ripresa, sarà proprio Villacampo successivamente il campione mondiale. Nonostante gli insuccessi in ambito mondiale, in quello Europeo Atzori continuava il suo dominio battendo dal 69’ al 71’ uno dopo l’altro avversari come Kamara Diop, ancora Franco Sperati, lo spagnolo Sainz Romero, e ancora lo scozzese McCluskey. Il 3 marzo 1972 decide di combattere a Berna contro Fritz Chervet già sconfitto una volta, all'undicesima ripresa, indispettito per le scorrettezze dell'avversario che gli ha infilato un dito nell'occhio volta le spalle e abbandona l’incontro. Lo svizzero gli va addosso e lo continua a colpire, ne nasce una rissa che viene interrotta a stento dagli assistenti dei due pugili, il verdetto alla fine è un KO tecnico a favore di Chervet, Atzori dopo cinque anni di dominio perdeva il titolo continentale. Successivamente viene nuovamente designato dall'EBU a combattere per la cintura europea, nel frattempo lasciata vacante da Chervet, per inseguire vanamente una chance mondiale. Si riprende così il titolo il 28 giugno 1973 a Novara battendo per KO alla dodicesima ripresa il francese Dominique Cesari con una stupenda combinazione ,gancio sinistro diretto destro. Il declino fisico del pugile italiano si evidenzierà però nel combattimento successivo dove perderà il titolo con il rientrante Chervet che lo batterà per KO alla settima ripresa sul ring di Berna. Dopo altri incontri che non sono degni di nota si ritirerà nel 1975.

Dopo il ritiro


Dopo il ritiro Fernando Atzori Scompare dalle scene pugilistiche godendosi una splendida famiglia con un sicuro impiego alla S.I.P. .Fernando Atzori. Verrà ricordato come un grande della categoria ,un filino sotto Salvatore Burruni ed Enrico Urbinati.

Vedere anche


Sitografia