Costoli Paolo
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Paolo Costoli, nacque a Firenze il 12 Giugno 1910, morì il 28 Gennaio del 1966 a causa di una sciagura aerea avvenuta a Brema insieme a 7 nuotatori azzurri, un gruppo deciso ad arrivare da protagonista alle Olimpiadi di Messico del 1968.
La carriera
Il più piccolo di cinque figli, Paolo Costoli si appassionò sin da subito al nuoto. Fu la madre a trasmettergli questa passione, portandolo a raggiungere numerosi traguardi. Fu infatti selezionato per le Olimpiadi di Amsterdam del 1928 dove non gareggiò semplicemente nei 400 m e nella staffetta 4x200 m stile libero, ma ebbe l’opportunità di parlare con Hatsuho Matsuzawa, il tecnico fondatore della scuola di nuoto giapponese.
Le sue teorie innovative portarono il Costoli a molteplici vittorie a partire dalle due medaglie di bronzo ai Campionati Europei di Parigi del 1931 nei 400 e nei 1500 m stile libero. Ai giochi Olimpici del 1932 di Los Angeles giunse in semifinale sia nei 400 che nei 1500 m. Dal bronzo nei campionati del 1931 passò all’argento nei Campionati d’Europa disputati a Magdeburgo nel 1934 nelle stesse distanze. Specialista delle distanze medio-lunghe dello stile libero, viene considerato uno dei più forti nuotatori italiani a cavallo delle due guerre. Come pallanuotista fondamentalmente vinse quattro scudetti con la Rari Nantes Florentia nel 1933, 1934, 1937 e 1938 nei campionati italiani. Sommariamente riuscì ad ottenere 19 titoli italiani, tra cui 7 nei 1500 m, nei quali per dieci anni è rimasto imbattuto, centrando inoltre ben 11 record detenuti.
Una volta abbandonato lo sport attivo si dedicò alla carriera di allenatore, prima in Brasile, come tecnico della Fluminense campione d’America, poi tra Firenze e Roma.
Lui, che non aveva avuto figli, dedicava la vita ai suoi atleti. Ma in tanti si ricordano del suo cappello di paglia. Infatti quando durante gli allenamenti lo faceva volare, quel gesto significava che la pazienza era giunta al termine.
Curiosità
Costoli fece parte della prima, storica generazione di nuotatori italiani capace di imporsi in campo internazionale, assieme ad Emilio Polli e Antonio Conelli. Paolo era stato un campione inarrivabile e uno straordinario maestro di vita. Fu per questo che la tragedia di Brema ferì il cuore dell’Italia . Perfino Pier Paolo Pasolini parlò con grande commozione di quel lutto riportando in superficie una storia di grande importanza. Ogni anno nel giorno della ricorrenza dell’incidente, la Federazione italiana nuoto rende onore ai suoi azzurri (dal 1980 è stata istituita la Coppa Caduti di Brema).
Vedere anche
- Regolamento : Nuoto
- Nuoto - Origini
Sitografia
- Wikipedia;
- “Enciclopedia dello sport”, Treccani;