Differenze tra le versioni di "D'Inzeo Raimondo"

Da Wikisport.
Jump to navigation Jump to search
 
(18 versioni intermedie di uno stesso utente non sono mostrate)
Riga 1: Riga 1:
'''Raimondo D'Inzeo''' (Poggio Mirteto, 8 febbraio 1925-Roma, 15 novembre 2013).<BR/>
<!--Text box. Latest articles-->
Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri fino al grado di Colonnello, nella sua carriera militare è stato comandante del Gruppo Squadroni "Pastrengo", autore di numerosi Caroselli storici dell'Arma dei Carabinieri, in seguito, primo Comandante del Centro Ippico, del 4º Reggimento Carabinieri a Cavallo e cavaliere italiano, specialista nella disciplina del salto ostacoli.<br/>
<div style="width: 70%; padding: 20px; border: medium solid #4EA64E; border-radius: 30px 0 30px 0; background: honeydew;">
Fu campione olimpico nel 1960 a Roma e due volte campione del mondo (1956 e 1960).<br/>
=[https://www.google.com/imgres?imgurl=https%3A%2F%2Fimages2.gazzettaobjects.it%2Fmethode_image%2F2014%2F02%2F13%2FVarie%2FFoto%2520Varie%2520-%2520Trattate%2F29dir02f1-054-U202102557992VgH-U8058626924hjF-620x349%40Gazzetta-Web_articolo.jpg%3Fv%3D201402131951&imgrefurl=https%3A%2F%2Fwww.gazzetta.it%2FSport-Vari%2FEquitazione%2F13-02-2014%2Fmorto-piero-d-inzeo-raimondo-equitazione-olimpiadi-formo-coppia-fratelli-invincibili-8058626924.shtml&docid=jmlcHuwPWG1nFM&tbnid=1URRAIdpVodUqM%3A&vet=10ahUKEwiUlvae1pzgAhXG6aQKHWh8AaYQMwhCKAMwAw..i&w=620&h=349&client=firefox-b&bih=600&biw=1252&q=D%27Inzeo%20Raimondo&ved=0ahUKEwiUlvae1pzgAhXG6aQKHWh8AaYQMwhCKAMwAw&iact=mrc&uact=8\ IMMAGINI]=
'''Raimondo D'Inzeo''' (Poggio Mirteto, 8 febbraio 1925 - Roma, 15 novembre 2013).<BR/>
Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri fino al grado di Colonnello, e generale di divisione del ruolo d'onore, nella sua carriera militare è stato comandante del Gruppo Squadroni "Pastrengo", autore di numerosi Caroselli storici dell'Arma dei Carabinieri, in seguito, primo Comandante del Centro Ippico, del 4º Reggimento Carabinieri a Cavallo. Cavaliere italiano, grande atleta del concorso di salto ad ostacoli. Campione olimpico nel 1960 a Roma e due volte campione del mondo (Aquisgrana 1956 e Venezia 1960). <br/>
===Carriera===
===Carriera===
----
----


''Raimondo'' e il fratello maggiore Piero D'Inzeo, anch'egli cavaliere e militare di cavalleria, sono stati i primi atleti a partecipare a otto edizioni consecutive dei Giochi Olimpici, dal 1948 al 1976.<br/>
''Raimondo'' e il fratello maggiore Piero D'Inzeo, anch'egli cavaliere e militare di cavalleria, sono stati i primi atleti a partecipare a otto edizioni consecutive dei Giochi Olimpici, dal 1948 al 1976.<br/>
In campo internazionale, i due sono stati chiamati i fratelli invincibili dell'equitazione italiana. Hanno partecipato vittoriosamente a numerose gare in Italia e all'estero, e il loro punto di maggior gloria è stato quello raggiunto nei Giochi Olimpici del 1960, a Roma, quando Raimondo conquistò la medaglia d'oro e Piero la medaglia d'argento nel Gran Premio di salto ostacoli.<br/>
In campo internazionale, i due sono stati chiamati i fratelli invincibili dell'equitazione italiana. Hanno partecipato vittoriosamente a numerose gare in Italia e all'estero, e il loro punto di maggior gloria è stato quello raggiunto nei Giochi Olimpici del 1960, a Roma, quando Raimondo conquistò la medaglia d'oro e Piero la medaglia d'argento nel Gran Premio di salto ostacoli.
Al temperamento irruente ed aggressivo ma efficace di Raimondo, Piero contrapponeva maggiore tecnica e maggior calcolo.
“Il miglior cavaliere della storia”, un titolo simbolico ma prestigioso assegnato a Raimondo D’Inzeo da un referendum tra i giornalisti di equitazione di tutto il mondo. Aveva un temperamento irruente ed aggressivo, ma efficace. A coronamento di una carriera straordinaria, ha ricevuto l'onore di essere il porta bandiera italiano durante la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Città del Messico del 1968.
A coronamento di una carriera straordinaria, ha ricevuto l'onore di sventolare la bandiera tricolore durante la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Città del Messico.  
Allo scoppio della seconda Guerra Mondiale, i due fratelli erano al liceo: lui fece il partigiano, finito il conflitto si iscrisse al Politecnico di Milano, quindi andò in Accademia a Lecce e nel 1950 entrò nell’arma dei Carabinieri. Ricordato anche per aver guidato una carica a cavallo, ordinata in seguito alle violente manifestazioni, del 6 luglio 1960 a Roma, in piazza di Porta San Paolo; in seguito ai scontri, ci furono diversi feriti, tra cui deputati e senatori.
''“Ad avviarci all’equitazione è stato nostro padre, un sottufficiale che faceva'' ''l’istruttore. Piero per me ha sempre rappresentato un punto di riferimento, come'' ''io per lui. Tra noi c’era agonismo, non rivalità. Batterlo rappresentava un'' ''punto d’arrivo”'' affermava Raimondo. <br \>
Diceva dei suoi cavalli: ''“Merano era il più combattivo e con lui conquistai due'' ''argenti olimpici nel 1956. Posillipo, quello della vittoria di Roma 1960,'' ''era invece il più elegante. Ma il cavallo più completo è stato Fiorello,'' ''col quale arrivai al bronzo a squadre nel 1972 ai Giochi di Monaco”''. <br \>
 
===Dopo il ritiro===
===Dopo il ritiro===
----
----


Attualmente, Presidente Onorario del 4º Reggimento Carabinieri a Cavallo.
Il fratello Piero, nella camera ardente allestita nel Salone d’onore del Coni di Roma lo salutò per l’ultima volta rivolgendogli il saluto militare. Il presidente del Coni Giovanni Malagò dispose un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni sportive del fine settimana seguente, e lo stesso fu fatto a Stoccarda, dove era in corso la tappa tedesca della Longines Fei World Cup di salto ostacoli.
Senza ombra di dubbio, il miglior cavaliere italiano di tutti i tempi.<br/>
Piero, non aveva mai perdonato al fratello la prematura scomparsa. ''“Non sarebbe'' ''dovuto essere lui il primo, almeno non quella volta”''. Queste parole gliele aveva sussurrate nella camera ardente allestita all’interno del Salone del Coni di Roma prima di congedarsi da lui per sempre rivolgendogli il saluto militare.
Ricordato anche per aver guidato una carica a cavallo, ordinata in seguito alle violente manifestazioni, del 6 luglio 1960 a Roma, in piazza di Porta San Paolo; in seguito ai scontri, ci furono diversi feriti, tra cui deputati e senatori del Partito Comunista Italiano e Partito Socialista Italiano.<br/>
''«Non si lascia così all’improvviso il compagno di tutta una vita. Se vedo un'' ''cavallo che mi piace, a chi lo racconto? Sei riuscito a battermi ancora e non lo'' ''dovevi fare perché toccava prima a me; e lo sapevi»''. <br \>
===Medagliere===
L’ultimo rimprovero lanciato in veste di fratello maggiore, che a posteriori assume le sembianze di un insanabile rimpianto.
{| class = "wikisport"
<br/>
|-
|'''Posizione'''||'''Paese'''||'''Oro'''||'''Argento'''||'''Bronzo'''||'''Totale'''<BR/>
|-
||1||   Australia||
|-
||2|| 1|| 0|| 3<br/>
|-
||2||   Italia<br/>
|-
||1|| 1|| 1|| 3<br/>
|-
||3||   Germania (Squadra Unificata)<br/>
|-
||1|| 0|| 1|| 2<br/>
|-
||4||   URSS<br/>
|-
||1|| 0|| 0|| 2<br/>
|-
||5||   Svizzera<br/>
|-
||0|| 2||1 3<br/>
|-
||6||   Stati Uniti d'America<br/>
|-
||0|| 1|| 0|| 1<br/>
|-
||7||   Regno Unito<br/>
|-
||0|| 0|| 1|| 1<br/>
||\||   Francia<br/>
|-
||0|| 0 ||1 ||1<br/>
|}
'''Totale 6 6 6 18<br/>'''


===L'equitazione===
===I suoi cavalli===
----
----
• ''Merano'' - argento a squadre e argento individuale a Stoccolma 1956, argento individuale ai mondiali di Aquisgrana 1955, oro individuale ai mondiali di Aquisgrana 1956 <br \>
• ''Posillipo'' - bronzo a squadre, oro individuale a Roma 1960, bronzo a squadre a Tokyo 1964 <br \>
• ''Fiorello II'' - bronzo a squadre a Monaco di Baviera 1972 <br \>
• ''Gowran Girl'' - oro individuale ai mondiali di Venezia 1960 <br \>
• ''Bowjak'' - bronzo ai mondiali di Buenos Aires 1966 <br \>


Il termine equitazione indica l'utilizzo sportivo (agonistico o meno) del cavallo da parte dell'uomo.<br/>
===Vedere anche===
L'equitazione presenta diverse discipline, alcune delle quali rientrano nel programma olimpico; può essere praticata sia singolarmente che in gare organizzate per squadra, in strutture coperte, in maneggi all'aperto, in ippodromi (è il caso dell'ippica) o in campagna a seconda della disciplina. Nella storia greca e romana chi sapeva equitare acquistava un "valore aggiunto" nelle società. Da allora in poi il titolo di cavaliere divenne espressione di nobiltà, ma anche, per contro, nei secoli successivi, i nobili furono costretti ad imparare l'"arte di equitare" per partecipare alla vita politica e militare.<br/>
----
L'approfondimento tecnico dell'arte di montare a cavallo fu ovviamente sempre appannaggio della cavalleria e per questo motivo chi ha scritto libri di tecnica equestre (Grisone, Fiaschi, Pignatelli, Mazzuchelli, Caprilli, ecc.) è spesso collegato all'ambiente militare. Non vi è altra attività dell'uomo in cui, nel corso dei secoli, siano stati scritti tanti testi di approfondimento. Ma il rapporto che si stabilì nei secoli tra uomo e cavallo, si modificò gradualmente nell'ultimo periodo storico, da quando cioè il motore a scoppio trasformò il modo di viaggiare e il modo di fare la guerra. Dal novecento in poi l'equitazione perse la propria importanza utilitaristica e si trasformò in attività solamente ludico-sportiva. Nell'Italia della prima metà del Novecento, si segnalò l'opera del conte Paolo Orsi Mangelli, con la sua celeberrima scuderia.<br/>
* '''Regolamento :''' [[Equitazione]]
* [[Equitazione - Origini]]

Versione attuale delle 09:53, 2 feb 2019

IMMAGINI

Raimondo D'Inzeo (Poggio Mirteto, 8 febbraio 1925 - Roma, 15 novembre 2013).
Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri fino al grado di Colonnello, e generale di divisione del ruolo d'onore, nella sua carriera militare è stato comandante del Gruppo Squadroni "Pastrengo", autore di numerosi Caroselli storici dell'Arma dei Carabinieri, in seguito, primo Comandante del Centro Ippico, del 4º Reggimento Carabinieri a Cavallo. Cavaliere italiano, grande atleta del concorso di salto ad ostacoli. Campione olimpico nel 1960 a Roma e due volte campione del mondo (Aquisgrana 1956 e Venezia 1960).

Carriera


Raimondo e il fratello maggiore Piero D'Inzeo, anch'egli cavaliere e militare di cavalleria, sono stati i primi atleti a partecipare a otto edizioni consecutive dei Giochi Olimpici, dal 1948 al 1976.
In campo internazionale, i due sono stati chiamati i fratelli invincibili dell'equitazione italiana. Hanno partecipato vittoriosamente a numerose gare in Italia e all'estero, e il loro punto di maggior gloria è stato quello raggiunto nei Giochi Olimpici del 1960, a Roma, quando Raimondo conquistò la medaglia d'oro e Piero la medaglia d'argento nel Gran Premio di salto ostacoli. “Il miglior cavaliere della storia”, un titolo simbolico ma prestigioso assegnato a Raimondo D’Inzeo da un referendum tra i giornalisti di equitazione di tutto il mondo. Aveva un temperamento irruente ed aggressivo, ma efficace. A coronamento di una carriera straordinaria, ha ricevuto l'onore di essere il porta bandiera italiano durante la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Città del Messico del 1968. Allo scoppio della seconda Guerra Mondiale, i due fratelli erano al liceo: lui fece il partigiano, finito il conflitto si iscrisse al Politecnico di Milano, quindi andò in Accademia a Lecce e nel 1950 entrò nell’arma dei Carabinieri. Ricordato anche per aver guidato una carica a cavallo, ordinata in seguito alle violente manifestazioni, del 6 luglio 1960 a Roma, in piazza di Porta San Paolo; in seguito ai scontri, ci furono diversi feriti, tra cui deputati e senatori. “Ad avviarci all’equitazione è stato nostro padre, un sottufficiale che faceva l’istruttore. Piero per me ha sempre rappresentato un punto di riferimento, come io per lui. Tra noi c’era agonismo, non rivalità. Batterlo rappresentava un punto d’arrivo” affermava Raimondo.
Diceva dei suoi cavalli: “Merano era il più combattivo e con lui conquistai due argenti olimpici nel 1956. Posillipo, quello della vittoria di Roma 1960, era invece il più elegante. Ma il cavallo più completo è stato Fiorello, col quale arrivai al bronzo a squadre nel 1972 ai Giochi di Monaco”.

Dopo il ritiro


Il fratello Piero, nella camera ardente allestita nel Salone d’onore del Coni di Roma lo salutò per l’ultima volta rivolgendogli il saluto militare. Il presidente del Coni Giovanni Malagò dispose un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni sportive del fine settimana seguente, e lo stesso fu fatto a Stoccarda, dove era in corso la tappa tedesca della Longines Fei World Cup di salto ostacoli. Piero, non aveva mai perdonato al fratello la prematura scomparsa. “Non sarebbe dovuto essere lui il primo, almeno non quella volta”. Queste parole gliele aveva sussurrate nella camera ardente allestita all’interno del Salone del Coni di Roma prima di congedarsi da lui per sempre rivolgendogli il saluto militare. «Non si lascia così all’improvviso il compagno di tutta una vita. Se vedo un cavallo che mi piace, a chi lo racconto? Sei riuscito a battermi ancora e non lo dovevi fare perché toccava prima a me; e lo sapevi».
L’ultimo rimprovero lanciato in veste di fratello maggiore, che a posteriori assume le sembianze di un insanabile rimpianto.

I suoi cavalli


Merano - argento a squadre e argento individuale a Stoccolma 1956, argento individuale ai mondiali di Aquisgrana 1955, oro individuale ai mondiali di Aquisgrana 1956
Posillipo - bronzo a squadre, oro individuale a Roma 1960, bronzo a squadre a Tokyo 1964
Fiorello II - bronzo a squadre a Monaco di Baviera 1972
Gowran Girl - oro individuale ai mondiali di Venezia 1960
Bowjak - bronzo ai mondiali di Buenos Aires 1966


Vedere anche