Differenze tra le versioni di "Atleti e sport ellenici"

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'''A''' <br \>
*[[Acanto di Sparta]]
*[[Acrochirismòs]]
*[[Afrodisia, i Giochi di]]
*[[Agesarco di Tritea]]
*[[Agesidamo]]
*[[Agias]]
*[[Ameginas]]
*[[Alindissis]]
*[[Antènore]]
*[[Arrachione]]
*[[Aristodàmo]]
*[[Astylos]]
*[[Aurelio Demòstrato Dama]]
'''B''' <BR \>
*[[Bronzi di Riace]]
'''c''' <br \>
*[[Callipátera di Rodi]]
*[[Cilone]]
*[[Cleitòstrato di Rodi]]
''D''' <BR \>
*[[Demòcrate]]
*[[Damònico di Èlide]]
*[[Diaulo]]
'''E'''<br \>
*[[Efòtio di Ménalo]]
*[[Ellanòdici]]
*[[Eurìmene di Samo]]
'''F'''
*[[Filippide o Fidippide]]
'''G'''<br \>
*[[Giochi minori]]
*[[I Greci e la cultura della fisicità]]
'''H'''<br \>
*
'''I'''<br \>
*[[Ippostene]]
'''J''' <BR \>
*
'''K''' <BR \>
* [[Kàllia]]
* [[Kallinikos]]
* [[Kàpros di Èlide]]
* [[Kleitòmaco di Tebe]]
* [[Koroibos]]
'''L'''<br \>
*[[Lotta nell'antica Grecia]]
*[[Lotta giovanile]]
'''M'''


'''L’atletismo nel mondo greco'''
*[[Marco Aurelio Asclepìade]]
 
*[[Milone]]
 
*[[Mitra]]
Lo sforzo e il dolore per giungere al trionfo, in greco “Agon”, era la base della cultura antica. <br \>
'''N'''
Il motto moderno attribuito al barone De Cubertain “L’importante non è vincere ma partecipare” per un uomo antico sarebbe stato un vero insulto, una bestemmia. L’importante era vincere a qualsiasi costo, perdere era una vergogna.<br \>
*[[Nike]]
L’atleta era l’emblema dell’uomo migliore che metteva in gioco tutto se stesso e, dopo infiniti sofferenze e sforzi, era sopravvissuto, e poteva esser coronato con l'alloro, il simbolo della vittoria.<br \>
'''O'''
Sulla lapide di un pancrazista morto in una di quelle arene in cui si combatteva finché uno solo restava in piedi, fu scritto: “Aveva pregato Zeus di dargli o la corona o la morte” ed era stato accontentato. <br \>
*[[Origini delle Olimpiadi]]
Il concetto di lottare per vincere era ed è impersonificato da l'Aretè (termine intraducibile) che sintetizza i significati di virtù, eccellenza, coraggio, prodezza, audacia. <br \>
*[[Orthopàli]]
L'uomo deve dare tutto se stesso per eccellere, primeggiare, distinguersi in gara, in guerra e nella vita. Nell’etica civile, bellica ed olimpica, il tentativo di essere i primi, i migliori era fondamento di un modo di essere e di vivere nell'occidente, che è divenuto il principale motore degli avvenimenti storici del nostro mondo degli ultimi venti secoli. <br \>
'''P'''
----
* [[Palma al vincitore]]
 
* [[Pancrazio]]
'''Parallelismo dell'allenamento'''
* [[Peleo]]
 
* [[Pitici, Giochi]]
 
* [[Plinio]]
Gli atleti seguivano un ciclo di allenamenti di quattro giorni dove il primo e il quarto erano meno pesanti dei restanti, E senza nessun giorno libero. <br \>
* [[Pròmaco]]
L'atleta del passato classico era abituato già da fanciullo a trovare la forza mentale e fisica, per superare gli sforzi, nella congiunzione "spirituale" con Ercole ed Hermes, figure presenti, con dei busti, in ogni palestra dell'antica Grecia e dell'antica Roma. <br \>
* [[Protòfane di Magnesia]]
Il sudore è il simbolo stesso dello sforzo e della fatica corporale atletica. Molte altre categorie di uomini hanno a che fare con lo sforzo e la fatica ma solo per gli atleti l'agonia fisica diventa uno "strumento" per raggiungere la vetta. E  non ha caso il termine agonia deriva dal greco Agon, il cui significato è competere con dolore. <br \>
* [[Psaumida]]
Lo sforzo e il sudore sono difatti solo ruote che girano attorno al dolore fisico e mentale. <br \>
'''Q'''
L'atleta nel mondo antico era già una celebrità proprio perché era uno dei maggiori conoscitori del sacrificio umano con il solo scopo di eccellere.
*
Solo chi aveva sofferto fisicamente e mentalmente poteva dirsi atleta ovvero eroe. L'eroe è colui che si è cimentato con la sofferenza e ne uscito vincitore. Ecco perché per i greci vedere un atleta che vinceva la sofferenza era qualcosa di eroico che superava qualsiasi mortale. <br \>
'''R'''
Nell’antichità la disciplina insegnata dagli istruttori ad un atleta poteva far rabbrividire anche un guerriero come ben sapevano spartani greci e legionari romani.<br \>
*
Nei racconti antichi ci viene detto che molti allenatori portavano allo sfinimento e talvolta alla morte gli atleti pur di non abbassare il livello di sacrificio a cui erano imposti. <br \>
'''S'''
L'allenatore e la sua parola erano sacri, nessun atleta poteva contraddirlo. <br \>
*[[Sarapione]]
Dagli Spartani fino ad Alessandro Magno, da Socrate fino a Sant'Agostino, da Tacito fino a Diocleziano, la descrizione della disciplina atletica era quasi sovraumana e vista come qualcosa tra il divino e l'infernale. Il campione era il migliore dei cittadini perché dimostrava di sapersi sacrificare oltre la soglia della normalità. <br \>
*[[Sòstrato]]
La dedizione e il sacrificio quotidiano degli atleti era proverbiale, diventando così anche messaggio per i guerrieri, come Platone - il quale era stato un importante lottatore, Platone significa "dalle larghe spalle" - ce lo ricorda nelle sue Leggi.
*[[Stadion]]
*[[Straton]]
'''T'''
*
'''U'''
*[[Ulpio Domestico]]
'''V'''
*
'''W'''
*
'''X'''
*
'''Y'''
*
'''Z'''
*[[Zenodàmo]]

Versione delle 14:14, 27 giu 2018